Dimagrire: perchè è così difficile? (I parte)

Il dimagrimento è senza dubbio la richiesta più frequente delle persone che mi contattano per una consulenza. Il controllo del peso, soprattutto nel lungo termine, rimane però un obiettivo non facile da raggiungere e ho deciso di scrivere questo articolo proprio per puntualizzare qualche concetto che deve essere tenuto bene a mente da chi desidera iniziare un percorso nutrizionale dedicato al calo ponderale.

Nella prima parte vi propongo una serie di falsi miti sull’argomento, con l’intento di fare chiarezza e aiutarvi ad affrontare con maggior serenità il processo di cambiamento. Nella seconda parte invece, che pubblicherò venerdì, cercherò di riallineare le aspettative con la realtà, sempre con l’intento di darvi maggior consapevolezza e non provare frustrazione qualora il percorso dovesse essere più impegnativo del previsto.

  1. “Ho letto che le calorie non contano nulla”.

Questa affermazione ha senso se ci si concentra sulla qualità alimentare e sull’impatto che i diversi nutrienti (quindi grassi, carboidrati e proteine) hanno sul nostro metabolismo. In linea di principio, la teoria è giustissima: gli alimenti hanno un impatto ormonale oltre che energetico e non possiamo evitare di tenerne conto in una dieta equilibrata. *Tuttavia*, per ottenere il dimagrimento, si deve verificare una condizione sine qua non: il bilancio energetico deve essere negativo, ovvero l’energia introdotta con l’alimentazione, da qualunque fonte energetica, deve essere inferiore rispetto all’energia consumata con le attività giornaliere. Questo vale per ogni tipo di dieta, anche le più famose low-carb: se non otteniamo il deficit calorico, non otteniamo il dimagrimento. Punto.

  1. “Avrò il metabolismo bloccato?”

Per fortuna, le persone con un metabolismo lento o, peggio, “bloccato” sono rare. È invece molto più comune la scarsa conoscenza del valore energetico degli alimenti. Il problema reale consiste quasi sempre nello sottostimare le calorie ingerite e solo una maggior consapevolezza in questo senso può costituire la giusta base per raggiungere l’obiettivo.

3.   “Non faccio attività fisica, ma sono sempre di corsa e comunque non perdo un etto”. 

Anche in questo caso l’errore è relativo alla stima: si tende a sovrastimare una spesa energetica che invece è minima. La definizione odierna di “correre” non implica tanto un dispendio energetico reale, ma piuttosto una vita caotica e stressante. Vi faccio un esempio di una vita da mamma abbastanza classica: ci si alza al mattino, colazione spesso inesistente, si fanno preparare i figli, si sale in macchina (seduti!), si lasciano nelle varie scuole (a volte si fanno pochi passi a piedi, spesso i bimbi più grandicelli scendono da soli), si arriva in ufficio, si sta seduti 6 ore (ma si lavora in modo frenetico, perché spesso in 6 ore si deve svolgere il lavoro di 8), si risale in auto (tragitto mooooolto stressante, si arriva a scuola giusto in tempo per il suono della campanella di fine lezione, ma di fatto si sta seduti in auto…), si portano i figli a svolgere le varie attività extra scolastiche (nuovamente in auto, si parcheggia davanti alla porta, poi si sta seduti ad aspettare che finiscano) e si rientra a casa. Sono già le 19.00 e si hanno ancora i bambini da far lavare, la cena da preparare, le faccende domestiche da sbrigare. Sono anch’io una mamma lavoratrice, quindi l’ultima cosa che voglio fare è sminuire la fatica di queste giornate ma, se siete oneste con voi stesse, vi renderete conto che la spesa energetica è davvero minima, non certo paragonabile a quella di mezz’ora di corsa al parco…

  1. “Faccio tantissimi sacrifici: sono anni che non mangio un dolce vero! Prendo la brioches vegana al bar, faccio il tiramisù con la ricotta al posto del mascarpone, la lasagna con il Philadelphia Light e non con la besciamella, evito sempre lo zucchero, uso solo miele o al massimo zucchero di canna! Eppure… il peso non va giù…”

Appurato che, se il nostro obiettivo è il dimagrimento, le calorie contano (!!) e che spesso si fanno errori di stima, a questo punto non dovrebbe essere difficile capire cosa c’è che non va in questo approccio. La persona in questione ha la percezione di un enorme sacrificio perché non si concede mai qualcosa di veramente gradito, ma introduce comunque calorie in eccesso: le alternative proposte non sono poco caloriche!! Soprattutto quando si pensa ai dolci, si deve sempre tenere a mente che lo zucchero è zucchero, da qualunque fonte derivi. Se decido di dolcificare il the con un cucchiaino di miele, ho comunque utilizzato zuccheri semplici. Se bevo 6 caffè al giorno con 2 cucchiaini ciascuno di zucchero di canna, ho *comunque* assunto 12 cucchiaini di zuccheri semplici, con l’impatto che hanno sull’insulina e quindi sul controllo del peso (e non voglio parlare in questa sede di patologie legate al consumo di zucchero…). Tenete bene a mente questo: se il cibo per voi è un piacere, la soddisfazione a tavola è fondamentale per il benessere psicologico. Puntate quindi sulla qualità: una brioches di pasticceria, un fritto misto di pesce in un posticino dove sappiamo che utilizzano pesce fresco e ne vale la pena, gli gnocchi al ragù della mamma, o qualunque cosa sia davvero *buona*!! Riducete invece la frequenza: lo strappo alla regola si chiama così proprio perché non lo si fa tutti i giorni!

  1. “In settimana sono un soldatino, non sgarro di una virgola! Ma nel weekend mi voglio rilassare con gli amici e certo non posso rifiutare gli inviti fuori a mangiare!! Può un solo giorno a settimana rovinare tutti i sacrifici fatti in precedenza?”

L’avrete già capito: la risposta purtroppo è: “Sì, un solo giorno di bagordi può incidere negativamente su una intera settimana di dieta…”

Se lo stile di vita è sedentario, infatti, nelle giornate infrasettimanali il deficit calorico potrebbe essere minimo (esempio: magari solo 300 kcal, che diventano 1800 kcal per 6 giorni la settimana). In una giornata non è poi così difficile, se non si usa moderazione, incamerare oltre 1000 kcal in più rispetto al fabbisogno energetico. Quindi, il deficit calorico settimanale effettivo sarà di 800 kcal. Sapendo che per perdere 1 kg dobbiamo ottenere un deficit calorico di 7.000 kcal, per dimagrire di un solo kg potremmo metterci 9 o 10 settimane, ovvero più di 2 mesi!

Aspettate, aspettate, non abbandonate le speranze 🙂

Volete qualche dritta per essere più consapevoli e riuscire a sfruttare al meglio il vostro percorso di dimagrimento? Pazientate solo un paio di giorni, venerdì pubblicherò la seconda parte dell’articolo con qualche spunto pratico per aiutarvi ad ottenere il risultato sperato!

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